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di Giulio Andreani

14 Luglio 2014

La disciplina IRES delle perdite su crediti per banche e società finanziarie

La nuova disciplina IRES delle svalutazioni e delle perdite su crediti per le banche e gli intermediari finanziari, introdotta dalla Legge di Stabilità 2014, ha semplificato le regole concernenti la deducibilità di tali componenti negativi di reddito, fondandola sulla distinzione di questi ultimi in perdite da cessione, da un lato, e rettifiche di valore e perdite diverse da quelle da cessione, dall’altro lato, già rilevante ai fini della redazione del bilancio dei soggetti sopra indicati. Ne risulta un regime fiscale più vantaggioso rispetto a quello previgente per le imprese relativamente alle svalutazioni determinate con criteri forfetari, in quanto divenute deducibili in cinque anni, e un trattamento più svantaggioso relativamente alle svalutazioni e alle perdite, assistite da elementi certi e precisi, non derivanti da cessione, in quanto non più deducibili interamente nell’esercizio di rilevazione, ma in cinque anni. Nonostante la semplificazione operata, rimangono tuttavia controversi alcuni aspetti applicativi della nuova disciplina, che meritano quindi un approfondimento.
  7 Luglio 2014

La responsabilità per le obbligazioni fiscali nelle operazioni di scissione

Quando una società è oggetto di scissione, il regime delle responsabilità per le obbligazioni fiscali di tale società maturate anteriormente alla scissione è disciplinato dal legislatore fiscale diversamente da quello civilistico, sia con riguardo alla limitazione della responsabilità solidale delle altre società interessate dalla scissione, sia con riguardo al beneficio della preventiva escussione dell’obbligata principale. Ne discendono profili di incompatibilità costituzionale del regime previsto ai fini fiscali e criticità sul piano procedimentale, che rendono auspicabile una modifica di tale disciplina.
30 Giugno 2014

Il ripristino di valore delle rimanenze ai fini fiscali segue il bilancio

Il principio di continuità dei valori, in forza del quale il valore delle rimanenze finali di un esercizio costituisce il valore delle rimanenze iniziali di quello successivo, opera anche in caso di svalutazione effettuata sulla base del valore normale medio dell’ultimo mese dell’esercizio: quest’ultimo, infatti, diventa il nuovo costo fiscale dei beni facenti parte della categoria omogenea oggetto di svalutazione, con valenza - ai sensi dell’ultimo periodo del comma 5 dell’art. 92 - anche per gli esercizi successivi. È dunque da considerarsi illegittima la rettifica operata dall’Amministrazione finanziaria con riguardo al valore fiscale di giacenze svalutate, se non riferita al periodo d’imposta nel quale è stata originariamente operata la svalutazione.
  16 Giugno 2014

Effetti fiscali di una frequente operazione di risanamento aziendale

La ristrutturazione del debito delle imprese in crisi ha luogo, molte volte, attraverso (i) la cessione a una Newco, per un prezzo notevolmente inferiore a quello nominale, di parte dei crediti vantati dalle banche creditrici nei confronti dell'impresa in crisi, (ii) la contestuale acquisizione della proprietà dell'impresa debitrice da parte della medesima Newco e (iii) la rinuncia dei crediti acquistati che la Newco pone poi in essere a favore dell’impresa debitrice. Il compimento di tali atti rende necessario un approfondimento circa (i) la deducibilità fiscale delle perdite su crediti discendenti dalle cessioni attuate dalle banche, (ii) l’eventuale tassazione dell’esdebitamento di cui beneficia l’impresa debitrice, considerato che non vi è corrispondenza tra il valore fiscale dei crediti oggetto della rinuncia rilevante in capo alla Newco e l’importo dell’esdebitamento e (iii) l’eventuale portata elusiva nel loro complesso degli atti sopra indicati.
26 Maggio 2014

Disciplina fiscale delle rimanenze valutate a costi specifici: questioni aperte

L’Agenzia delle Entrate è intervenuta sulla valutazione delle rimanenze a costi specifici, affermando l’irrilevanza fiscale dei maggiori e dei minori valori iscritti in bilancio rispetto al relativo costo di acquisto o di produzione. Tale orientamento (che concerne anche i prodotti in corso di lavorazione e i lavori in corso su ordinazione di durata infrannuale) rischia di essere fonte di contenzioso, in quanto appare non coerente con i principi fondanti della disciplina fiscale delle rimanenze (che peraltro dall’introduzione del Tuir non ha subito sostanziali modifiche).
  12 Maggio 2014

Il raddoppio dei termini di accertamento

Nel presente intervento vengono esaminati i più recenti arresti giurisprudenziali di merito in tema di raddoppio dei termini di accertamento, evidenziandone la portata più ‘‘garantista’’ rispetto alle conclusioni raggiunte dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 247 del 2011; viene inoltre analizzata l’ammissibilità del cumulo di questo istituto con altre ipotesi di proroga della potestà accertativa dell’Agenzia delle Entrate.
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