News

News

di Giulio Andreani

13 Febbraio 2017

Riapertura dei termini per la rivalutazione del valore di terreni e partecipazioni

Con la Legge di bilancio 2017 sono stati riaperti i termini per la rideterminazione del valore di partecipazioni e terreni detenuti da soggetti non imprenditori. Possono essere oggetto di rivalutazione le partecipazioni non quotate e i terreni agricoli ed edificabili, detenuti al 1° gennaio 2017, in base a una relazione giurata di stima che deve essere redatta entro il 30 giugno 2017. Entro tale data deve essere inoltre versata la relativa imposta sostitutiva dell’8%, ovvero la prima rata della stessa nel caso di versamento rateale. Possono effettuare la rivalutazione anche coloro che hanno già usufruito di precedenti rivalutazioni. In tale ultimo caso l’imposta sostitutiva deve essere pagata con riguardo all’intero valore rideterminato e le imposte sostitutive versate in occasione di precedenti rivalutazioni possono essere compensate o richieste a rimborso. Trattandosi di una mera riapertura di termini rimangono tuttora in attesa di un’interpretazione ufficiale alcune delle problematiche emerse in passato, mentre altre sono state oggetto di recenti chiarimenti.
  30 Gennaio 2017

Trattamento “speciale” per i crediti tributari nel concordato preventivo

La Legge di bilancio 2017 ha significativamente modificato l’art. 182-ter della Legge fallimentare, innovandone il contenuto soprattutto per quanto riguarda l’obbligatorietà del procedimento da esso previsto, la possibilità di falcidiare, oltre a quelli inerenti ad altri tributi, anche i crediti relativi all’IVA e alle ritenute operate e non versate, gli effetti concernenti il c.d. consolidamento del debito tributario (peraltro sempre disconosciuti dall’Agenzia delle entrate), e quelli potenzialmente discendenti da liti fiscali pendenti, la costituzione di un’apposita classe nel caso in cui crediti privilegiati vengano degradati in chirografari.
23 Gennaio 2017

Un passo indietro per le note di variazione in diminuzione IVA

Con la Legge di bilancio 2017 è stata affermata la regola per cui il diritto di emettere la nota di variazione in diminuzione, ai sensi dell’art. 26, comma 2, del D.P.R. n. 633/1972, spetta a condizione che la procedura concorsuale sia rimasta infruttuosa e, quindi, che il credito sia risultato (in tutto o in parte) irrecuperabile. La lettera della norma si attaglia al fallimento e al concordato liquidatorio, ma non ad altra forma di concordato, qual è quello in continuità, con riguardo al quale l’entità del credito che rimane infruttuoso è nota sin dalla omologazione del concordato. Alla modifica normativa, comunque, dovrebbe far seguito l’adeguamento dei criteri a suo tempo indicati dall’Agenzia delle entrate per l’individuazione del dies a quo, affinché le norme disciplinanti l’emissione della nota di variazione in diminuzione non violino i principi di neutralità e proporzionalità. Per altro verso, l’integrale abrogazione del secondo periodo del comma 5 del medesimo art. 26 (anch’essa disposta dalla Legge di bilancio 2017) comporta il venir meno dell’esonero previsto per il debitore assoggettato a una procedura concorsuale di registrare “a debito” la nota di variazione in diminuzione ricevuta, dal che potrebbe discendere un ulteriore aggravio impositivo per le procedure concorsuali, qualora non dovesse trovare conferma l’orientamento in precedenza assunto (peraltro in maniera non del tutto convincente) dall’Agenzia delle entrate.
  28 Novembre 2016

"Soltanto" prorogata l'assegnazione agevolata di beni ai soci

Con la posticipazione al 30 settembre 2017 del termine entro il quale attuare l’assegnazione e la cessione dei beni ai soci o la trasformazione in società semplice, il disegno di Legge di bilancio 2017 agevola nuovamente la fuoriuscita dei beni immobili e dei beni mobili registrati dall’attività commerciale, che la Legge n. 208/2015 aveva concesso fino al 30 settembre 2016. Si tratta di una semplice proroga dei termini precedentemente stabiliti (fatta eccezione per le scadenze di versamento dell’imposta) e non di una reale riapertura da cui derivi una modifica delle condizioni di accesso all’agevolazione. Con l’occasione sarebbe peraltro utile che venisse data copertura normativa ad alcune controverse interpretazioni fornite dall’Agenzia delle entrate, quale quella relativa all’utilizzo “postergato” delle riserve in sospensione d’imposta in caso di assegnazione agevolata dei beni e quella relativa al perfezionamento dell’opzione, che non trovano riscontro nel testo normativo attualmente vigente. La proroga dei termini si rivela comunque favorevole per i contribuenti, anche alla luce di quanto riconosciuto nelle risoluzioni n. 93/E/2016 e n. 101/E/2016 in ordine all’assenza di profili di abuso del diritto nella rivendita immediata a terzi degli immobili oggetto di agevolazione.
26 Settembre 2016

Ripartizione pluriennale della plusvalenza da lease back

Ai sensi dell’art. 109 del T.U.I.R. la plusvalenza concorre a formare il reddito nell’esercizio in cui hanno luogo la consegna o la spedizione del bene (se trattasi di bene mobile) ovvero viene stipulato l’atto di vendita (se trattasi di immobile). Tuttavia tale regola generale è superata, con riguardo alla plusvalenza da lease back, per i soggetti IAS adopter, dallo IAS 17, i cui effetti rilevano pacificamente anche ai fini fiscali ai sensi dell’art. 83 del T.U.I.R., e, per i soggetti non IAS adopter, dall’art. 2425-bis c.c., il quale prevede il concorso pluriennale di tale plusvalenza alla formazione del reddito. Questa norma, infatti, non assolve una funzione esclusivamente di natura civilistica, ma anche fiscale, in base al principio di derivazione del reddito d’impresa imponibile dal risultato di bilancio; né può ritenersi che il criterio di imputazione della plusvalenza da lease back stabilito dall’art. 2425-bis c.c., che con riguardo alla fattispecie di cui trattasi costituisce una norma speciale, possa essere derogato dall’art. 109, comma 2, del T.U.I.R., che ha natura di norma generale. Del resto il citato art. 109 dispone, oltre al principio della competenza temporale, anche quello della competenza economica, cioè della correlazione tra costi e ricavi, di cui la citata disposizione dell’art. 2425-bis c.c. costituisce applicazione.
  27 Giugno 2016

“Super-ammortamento”: nel primo anno un’agevolazione a metà

La maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni materiali strumentali nuovi va calcolata in base ai coefficienti di ammortamento stabiliti dal D.M. 31 dicembre 1988 a partire dall’esercizio di entrata in funzione. Secondo l’Agenzia delle entrate, infatti, poiché il periodo di fruizione della stessa è connesso a quello dell’ammortamento fiscale del bene, nell’esercizio di entrata in funzione la maggiorazione deve essere determinata sulla quota di ammortamento ridotta alla metà, giusta quanto previsto dall’art. 102, comma 2, del T.U.I.R. Tale conclusione rischia però di rendere ancora meno favorevole per le imprese, sotto il profilo temporale, l’acquisizione dei beni in proprietà rispetto alla locazione finanziaria (che già di per sé consente di usufruire più velocemente del bonus accordato), nonché rispetto a quanto accade per i professionisti (ai quali la suddetta riduzione non si applica). Pur trattandosi di differenze di trattamento previste in via ordinaria, l’evidente finalità agevolativa della maggiorazione del 40% avrebbe, pertanto, potuto giustificare l’adozione di una disciplina diversa da parte del legislatore ai fini di cui trattasi.
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20