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di Giulio Andreani

5 Dicembre 2011

Gli incentivi fiscali per la realizzazione di nuove infrastrutture autostradali

La legge di stabilità 2012 ha introdotto alcuni incentivi in favore delle imprese assegnatarie di contratti di costruzione e gestione di nuove infrastrutture autostradali: si tratta di agevolazioni di natura principalmente finanziaria, in quanto non prevedono l’esenzione da imposte sui redditi, IRAP e IVA, bensì la possibilità di compensare dette imposte con i contributi pubblici a fondo perduto concessi nell’ambito del contratto di concessione di costruzione di nuove infrastrutture autostradali. L’effettiva entità dell’agevolazione dipenderà dunque dai contributi che saranno concessi, i quali, a norma di legge, non possono comunque superare il 50% del costo dell’investimento.
  7 Novembre 2011

I limiti alla deducibilità per gli ammortamenti finanziari dei beni in concessione

L’art. 104 del T.U.I.R. consente alle imprese concessionarie di beni oggetto di futura gratuita devoluzione all’ente concedente di effettuare, in alternativa all’ammortamento ordinario, l’ammortamento finanziario per quote costanti; le imprese concessionarie della costruzione e dell’esercizio di opere pubbliche possono inoltre optare per un ammortamento a quote variabili. Le concessionarie di opere pubbliche, nonché le sub concessionarie, beneficiano anche della possibilità di dedurre accantonamenti per le spese di mantenimento, ripristino, ecc., dei beni oggetto di gratuita futura devoluzione. Con la Manovra 2011 è stata peraltro limitata la deducibilità di tale accantonamento per le imprese concessionarie di autostrade e trafori, con decorrenza dal periodo d’imposta 2011, cioè con un effetto retroattivo che contrasta con il principio del legittimo affidamento.
17 Ottobre 2011

Gli effetti fiscali della cancellazione delle società dal registro delle imprese

La cancellazione dal registro delle imprese delle società di capitali e di persone ne determina l’estinzione. La risoluzione n. 77/E del 2011 ha confermato che i soci succedono pro quota nella titolarità dei rapporti attivi e passivi propri della società, originati da fatti verificatisi anteriormente alla cancellazione. Essi sono quindi legittimati ad esercitare le occorrende facoltà difensive avverso gli atti dell’ente impositore e rispondono solidalmente dei debiti fiscali definitivamente accertati, seppure in misura diversa in ragione, sia della natura del credito erariale (per l’IRES o altri tributi), sia della tipologia (di persone o di capitali) della società cancellata. I liquidatori (e, ai fini IRES, gli amministratori) non succedono nei rapporti facenti capo alla società, bensì rispondono, «iure proprio» ed illimitatamente, della mancata soddisfazione dei crediti erariali (acclarati in modo definitivo), ancorché diversamente per l’IRES e gli altri tributi.
  12 Settembre 2011

Permangono le perplessità sulla Robin Tax dopo le modifiche della Manovra-bis

Il D.L. n. 138/2011 (Manovra-bis 2011) ha introdotto alcune modifiche alla disciplina dell’addizionale IRES, la cd. «Robin Hood Tax» a carico delle società del settore petrolifero, del gas e dell’energia elettrica, variandone alcuni dei presupposti soggettivi e oggettivi di applicazione nonché l’ammontare della relativa aliquota. Le citate modifiche non hanno tuttavia affrontato né risolto quei profili di «criticità costituzionale» emersi in relazione alla precedente formulazione.
11 Luglio 2011

L’avviamento segue sempre il complesso aziendale

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili - Sezione di Milano, con la norma di comportamento n. 181 del 2011, ha affrontato la questione relativa alla sorte subita dal valore fiscalmente riconosciuto dell’avviamento, allorché il complesso aziendale cui questo attiene sia conferito a terzi. Secondo l’AIDC l’avviamento non è infatti un bene suscettibile di circolare autonomamente, per cui la titolarità dello stesso si trasferisce necessariamente insieme all’azienda alla quale inerisce, da cui è inscindibile. Inoltre, la disciplina sui conferimenti d’azienda e sulla relativa imposta sostitutiva prevedono espressamente il subentro, da parte del conferitario, nel valore fiscale degli elementi facenti parte del complesso aziendale, compreso l’avviamento. L’impostazione dell’AIDC è da condividere, anche se contrasta con quanto affermato dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 8/E del 2010, secondo cui, invece, il valore fiscale dell’avviamento resta in capo al soggetto conferente, che può quindi continuare a dedurlo (extracontabilmente).
  13 Giugno 2011

È esente da IVA la mediazione nel settore finanziario

L’attività di mediazione svolta nel settore finanziario deve considerarsi esente da IVA. Sulla base del dato normativo e in ragione delle indicazioni ritraibili dalla prassi amministrativa espressasi sul punto, tale esenzione non risulta sottoposta a particolari limitazioni di carattere oggettivo e soggettivo; ne discende quindi che l’attività di mediazione, consistente (in senso ampio) nella messa in relazione di due o più soggetti in vista della conclusione di un’operazione finanziaria, se eseguita da un soggetto qualificabile come soggetto passivo d’imposta, è esente dall’applicazione del tributo.
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