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di Giulio Andreani

8 Aprile 2013

Plusvalenze e sopravvenienze attive ai fini IRAP nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione

Le novità recate dal D.L. n. 83/2012 in tema di fiscalità della crisi d’impresa sono certamente apprezzabili, ma lasciano la sensazione di interventi sporadici, privi di una visione d’insieme. L’assenza di una sistematicità della disciplina fiscale che ne deriva è rinvenibile, in particolare, con riguardo all’IRAP, cui sono soggette, in virtù delle regole generali che regolano tale tributo («in primis» del principio di correlazione) e a causa dell’assenza di disposizioni «ad hoc», le plusvalenze e le minusvalenze realizzate da società in sede di concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione, anche quando questi hanno finalità meramente liquidatorie, al contrario di quanto è invece previsto ai fini dell’IRES e dell’IRPEF per tutti i soggetti e di quanto discende, con riguardo alla stessa IRAP, relativamente alle imprese individuali in base ai principi generali di tale ultimo tributo.
  1 Aprile 2013

Profili reddituali delle plusvalenze nel concordato preventivo

Nonostante la disciplina delle procedure concorsuali sia stata interessata negli ultimi anni da numerose modifiche normative, con riguardo alla disciplina fiscale è mancata una riforma complessiva, in favore di interventi di «manutenzione» apprezzabili, ma sporadici e asistematici. In particolare, è tuttora controverso il perimetro di applicazione della disposizione contenuta nell’art. 86, comma 5, del T.U.I.R. e, segnatamente, da un lato, se l’irrilevanza fiscale delle plusvalenze e minusvalenze realizzate in sede di concordato ricorre solo nel concordato con cessione dei beni o anche nelle altre forme di concordato e, dall’altro, se tale regime di non imponibilità trova applicazione anche qualora la procedura si concluda con un residuo attivo.
21 Marzo 2013

La disciplina fiscale della conversione dei crediti in azioni o in strumenti finanziari


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  18 Marzo 2013

Il concordato preventivo «sospende» la disciplina della riduzione del capitale per perdite

L’Assonime ha emanato la circolare n. 4 del 2013, interamente dedicata alle modifiche apportate alla legge fallimentare dal D.L. n. 83/2012. Di particolare interesse è la previsione legislativa che, sostanzialmente, equipara il deposito della domanda di concordato o della richiesta di omologazione dell’accordo di ristrutturazione del debito agli adempimenti ordinariamente previsti dal codice civile in caso di riduzione del capitale per perdite, sospendendone gli effetti sullo scioglimento della società. Con riguardo al requisito dell’indipendenza dell’attestatore, questi, ancorché nominato dal debitore, svolge in sostanza la funzione di consulente tecnico del Tribunale e, in tale veste, deve risultare indipendente non solo nei confronti del debitore, ma anche dei creditori e dei consulenti che assistono l’impresa debitrice. Problematica rimane l’individuazione dell’ampiezza dell’analisi inerente all’attestazione richiesta ai fini della contrazione di nuovi finanziamenti.
13 Marzo 2013

Aspetti problematici della disciplina delle sopravvenienze nella crisi d'impresa


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  13 Marzo 2013

Il realizzo di attività per imposte anticipate da parte delle imprese in crisi


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