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di Giulio Andreani

29 Luglio 2013

Il trattamento contabile e fiscale della costituzione del diritto di superficie

L’Istituto di Ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, con il Doc. n. 16 del 2013, ha affrontato le diverse problematiche poste, sotto il profilo contabile, dalla costituzione del diritto di superficie, sia dal lato dell’impresa concedente, sia dal lato dell’impresa concessionaria. Nel caso (più ricorrente) di costituzione a tempo determinato, il corrispettivo maturato deve essere trattato alla stregua di un canone per la concessione in godimento di un bene, da riscontare «pro rata temporis» se percepito in un’unica soluzione all’atto della stipula del reativo contratto; a propria volta, l’impresa concessionaria deve imputare al conto economico solo la quota del corrispettivo di competenza di ciascun esercizio, anche in caso di pagamento dello stesso in un’unica soluzione. Si ritiene che il trattamento da riservare, ai fini delle imposte sui redditi, al corrispettivo conseguito dal concedente dovrebbe essere coerente con tale assetto contabile, mentre l’impostazione tradizionale, in forza dell’art. 9, comma 5, del T.U.I.R., considera applicabile «in toto» la disciplina fiscale relativa alla cessione a titolo oneroso.
  7 Luglio 2013

La comunicazione dei saldi e delle movimentazioni dei "conti scudati" all'archivio dei rapporti finanziari

Gli intermediari finanziari si accingono a comunicare all'Anagrafe tributaria le movimentazioni e i saldi dei rapporti finanziari relativi all'anno 2011 e si stanno domandando se sono oggetto di tale comunicazione anche i rapporti finanziari "scudati".
Illustriamo qui di seguito i motivi per i quali tali rapporti dovrebbero essere esclusi dalla predetta comunicazione, anche se probabilmente l'opinione dell'Agenzia delle entrate sarà diversa.

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24 Giugno 2013

Assonime fa il punto su accordi di ristrutturazione, piani attestati e sopravvenienze da esdebitamento

La disposizione dell’art. 88, comma 4, del T.U.I.R., che esclude, «per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo», la rilevanza fiscale della sopravvenienza attiva costituita dalla riduzione dei debiti dell’impresa derivante da accordi di ristrutturazione dei debiti omologati e da piani attestati, pubblicati nel registro delle imprese, è stata oggetto di approfondito esame da parte dell’Assonime con la circolare n. 15 del 2013. Secondo l’Associazione, in virtù della presumibile «ratio» della norma (alla quale non sarebbe possibile attribuire decorrenza retroattiva per gli elementi di novità introdotti), la perdita di periodo, cui commisurare la quota imponibile della sopravvenienza attiva, deve essere computata senza tenere conto di detto provento e il limite di utilizzo dell’80%, previsto dall’art. 84 del T.U.I.R. per le perdite pregresse (diverse da quelle realizzate nei primi tre periodi d’imposta), deve essere applicato non al reddito d’impresa imponibile effettivamente dichiarato, bensì - al solo tal fine – a quello calcolato assumendo la sopravvenienza attiva integralmente tassabile.
  17 Giugno 2013

Apporti di opere e servizi a favore di «start up» innovative e incubatori certificati

Con la circolare n. 11 del 2013, l’Assonime ha esaminato l’intera disciplina introdotta dal D.L. n. 179/2012 con riguardo alle imprese «start up innovative» e agli «incubatori certificati». Sotto il profilo fiscale, resta in particolare dubbio il trattamento da riservare agli apporti di opere e servizi resi a favore di «start up» innovative o di incubatori certificati costituiti in forma di società a responsabilità limitata che, pur costituendo operazioni fiscalmente irrilevanti in capo all’apportante per espressa previsione normativa, dovrebbero continuare a dare luogo, sulla base delle regole ordinarie, a costi deducibili in sede di determinazione del reddito d’impresa imponibile per la società conferitaria.
3 Giugno 2013

I beni in godimento ai soci debuttano in UNICO 2013

Nel modello UNICO PF/2013 è stato previsto un apposito campo ove indicare il reddito derivante dall’utilizzo di beni concessi in godimento dall’impresa verso un corrispettivo inferiore al valore di mercato. La relativa disciplina, a distanza di quasi due anni dalla sua introduzione, presenta ancora qualche margine di incertezza, nonostante gli ampi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate. La questione più spinosa riguarda la possibilità di «dedurre» dal reddito diverso (pari alla differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo pattuito) i relativi costi indeducibili, sostenuti dall’impresa concedente, anche nel caso in cui il maggior reddito d’impresa che discende da tale recupero a tassazione è imputato ad un soggetto diverso dal titolare del reddito diverso.
  27 Maggio 2013

Riflessi fiscali della conversione del debito in capitale

Sulla base dell’impostazione contabile prescritta dall’IFRIC 19, l’emissione di nuove partecipazioni societarie a favore di soggetti creditori della società, da sottoscrivere mediante l’utilizzo parziale o totale dei crediti da questi vantati verso la stessa («debt to equity swap» o conversione del debito in capitale), può comportare l’emersione di un «utile da conversione » costituito dalla differenza (di segno positivo) tra il valore contabile del debito estinto (o convertito) e il «fair value» delle nuove partecipazioni emesse. Alla posta contabile così emersa non sembra possa darsi rilevanza reddituale, in virtù del precetto contenuto nell’art. 88, comma 4, del T.U.I.R. In tal senso si è pronunciata anche l’Assonime con la circolare n. 15 del 13 maggio 2013, avente ad oggetto le disposizioni introdotte dal D.L. n. 83/2012 in tema di sopravvenienze attive e perdite su crediti.
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