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di Giulio Andreani

24 Marzo 2014

Il trattamento del credito per rivalsa Iva nel concordato preventivo

Secondo la Corte di Cassazione, nel concordato preventivo i crediti per rivalsa Iva, in quanto muniti di privilegio speciale, devono essere trattati come crediti privilegiati a prescindere dalla verifica relativa alla presenza o meno, nel patrimonio dell’impresa debitrice, dei beni su cui insiste la causa di prelazione, potendo il pagamento parziale degli stessi considerarsi legittimo solo in caso di incapienza di attivo attestata ai sensi dell’art. 160, comma 2, l.f. Tuttavia, indipendentemente dalla attestazione giurata di cui alla citata norma, il privilegio speciale non dovrebbe comunque sussistere in assenza del bene su cui esso insiste; ciò perché in caso contrario verrebbero destinate al soddisfacimento di crediti assistiti da tale privilegio risorse che, nell’alternativo fallimento, verrebbero utilizzate per il pagamento dei creditori chirografari, il che renderebbe, per questi ultimi, la procedura fallimentare più conveniente del concordato preventivo.
  6 Marzo 2014

La rivalutazione delle partecipazioni non quotate: compensazione dell’imposta e questioni aperte

La legge di stabilità 2014 ripropone l’agevolazione fiscale introdotta dalla legge n. 448/2001, consentendo di rivalutare le partecipazioni (di società non quotate in mercati regolamentati) possedute alla data del 1° gennaio 2014, in base ad una relazione di stima da redigere e asseverare entro il 30 giugno 2014. La relativa imposta sostitutiva può essere compensata con quella versata in dipendenza di precedenti rivalutazioni delle medesime partecipazioni. Nonostante queste disposizioni trovino periodicamente applicazione da oltre un decennio, alcune questioni – riguardanti l’efficacia della rivalutazione, la determinazione dei valori delle partecipazioni acquisite per effetto dell’esercizio dei diritti di opzione, delle partecipazioni acquisite per successione e di quelle discendenti da scissione di società - continuano tuttavia a rimanere aperte.
18 Febbraio 2014

Affrancamento a regime per i valori impliciti delle partecipazioni di controllo

Con la legge di stabilità 2014 è stato attribuito carattere permanente alle norme concernenti il riconoscimento fiscale del maggior valore imputato - in sede di bilancio consolidato - all’avviamento, ai marchi d’impresa e alle altre attività immateriali. La disciplina a regime non offre nuove «chance» di riallineamento in relazione alle operazioni effettuate prima del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 (non si tratta, quindi, di una «riapertura dei termini»), mentre opera con riguardo all’acquisto di ulteriori partecipazioni di controllo effettuato a decorrere da tale periodo. Qualche dubbio desta la concreta applicazione del divieto di cumulo con l’affrancamento disciplinato da altre disposizioni.
  5 Febbraio 2014

L’adeguamento al reddito minimo non esclude le restrizioni previste ai fini Iva per le società di comodo

Nel corso di “Telefisco 2014”, l’Agenzia delle entrate ha ribadito che l’adeguamento al reddito minimo previsto per l’anno in cui il soggetto interessato risulta “di comodo” non fa venire meno le penalizzazioni previste dall’ordinamento per questo tipo di società, comprese quelle inerenti le limitazioni all’utilizzo del credito Iva risultante dalla relativa dichiarazione. Ciò vale sin caso di mancato superamento del “test di operatività”, sia per le società “in perdita sistematica”.
30 Gennaio 2014

L’Agenzia conferma la deduzione delle perdite su crediti discendenti dal decorso della prescrizione anche ante D.L. n. 83/2012

Nel corso di “Telefisco 2014”, l’Agenzia delle entrate ha considerato legittima la condotta delle imprese che, prima delle modifiche apportate dal D.L. n. 83/2012, avevano dedotto le perdite su crediti nel periodo d’imposta nel corso del quale è spirato il termine di prescrizione. Resta tuttavia fermo il potere dell’Amministrazione finanziaria di contestare la condotta del creditore sotto il profilo dell’inerenza.
  16 Dicembre 2013

Conversione delle imposte anticipate in crediti d'imposta solo per l'IRES o anche per l'IRAP?

Con la circolare n. 33 del 2013, l’Assonime si è occupata nuovamente del regime di conversione delle DTA in crediti d’imposta, esaminando - in un quadro sistematico - gli aspetti critici della disciplina, alla luce dei chiarimenti finora forniti dall’Agenzia delle entrate. Uno degli aspetti più delicati riguarda l’applicabilità o meno del regime di conversione anche alle imposte anticipate iscritte relativamente all’IRAP, specie in considerazione del fatto che la suddetta conversione assume carattere automatico e, quindi, diventa obbligatoria per gli enti creditizi e finanziari soggetti alla vigilanza della Banca d’Italia. Una conferma positiva in tal senso sembrerebbe, invero, provenire dalle modifiche alla disciplina IRAP di tali soggetti, contenuta nel disegno di legge di stabilità 2014, che estende a tale tributo le norme sulla svalutazione dei crediti di cui alle imposte sui redditi.
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